
Azioni principali: valutare quali dati depositare, scegliere la repository, depositare i dati, applicare una licenza ai dati.
Non tutti i dati devono essere condivisi (per vari motivi, es. etici, commerciali, legali, tecnici).
Quali dati sono necessari per la validazione e riproducibilità del nostro progetto?
Dobbiamo per forza conservare anche i dati intermedi, se sono facilmente ottenibili?
Ovviamente, non dobbiamo depositare i dati già disponibili (cioé pubblicati da altri).

Progettate per essere affidabili e stabili, tramite l'utilizzo di identificatori persistenti (PID), meccanismi di assegnazione di metadati (secondo standard internazionali) e di licenze ai dataset, e la presenza di policy di preservazione stringenti (es. formati permessi).
Altri fattori: grandezza dei file, requisiti istituzionali, restrizioni di accesso…
Scegliere un repository che consenta di depositare i dati secondo pratiche di Scienza Aperta, ma anche di avere maggiori restrizioni dove necessario.
Il livello di accesso può essere descritto come:

PID per l'individuo che lavora nella ricerca.
Fornisce un'identità unica a cui associare il proprio lavoro, indipendentemente dal nome completo.
Inoltre, è molto utile per accedere o registrarsi a servizi che lo utilizzano come sistema di autenticazione o applicativo di supporto per ulteriori funzionalità (es. Zenodo).

PID per un oggetto digitale di ricerca, pubblicato sul Web.
Rende molto più facile per gli altri citare i dati, riduce il rischio di
Esistono server che associano DOI al momento della pubblicazione (es. Zenodo, FigShare, Dryad).
Quando usiamo degli oggetti di ricerca (es. un dataset, un software, un articolo, una monografia, una metodologia, ecc.), citiamoli direttamente nell’articolo nei punti in cui sono rilevanti.
In generale, una citazione include le seguenti informazioni:
Link alla guida agli stili di citazione su Scribbr: https://www.scribbr.com/citing-sources/citation-styles/.
… Quando sono opere dell’ingegno di carattere creativo (es. testi, immagini, tabelle, database, software, ecc.).
MA: il diritto d’autore tutela la forma espressiva di un’opera dell’ingegno, e non i dati.
La tutela autoriale non copre le idee, i procedimenti, i metodi di funzionamento o i concetti matematici in quanto tali.
Le banche di dati sono raccolte di opere, dati o altri elementi che sono organizzati in modo sistematico o metodico, in modo che possano essere facilmente accessibili.
Le banche di dati possono essere protette dal diritto d’autore se rappresentano una creazione intellettuale dell’autore, cioè se l’organizzazione e la disposizione delle informazioni sono frutto di un lavoro creativo.
La protezione non riguarda il contenuto della banca di dati, ma solo la sua struttura e organizzazione. I diritti sui dati stessi (se appartengono a terzi) restano separati e non sono influenzati dalla protezione.
Oltre alla protezione da diritto d’autore, esiste anche un diritto sui generis che tutela gli investimenti fatti per creare, verificare o presentare la banca di dati (come risorse finanziarie, tempo e lavoro). Questo diritto impedisce ad altri di estrarre o riutilizzare parti sostanziali della banca di dati senza permesso.
Il diritto sui generis dura 15 anni, a partire dal primo gennaio dell’anno successivo alla completazione della banca di dati o dalla prima messa a disposizione del pubblico.
Il titolare dei diritti può stabilire condizioni di utilizzo della banca di dati tramite licenze d’uso, specificando come altri possono utilizzare la banca di dati.
Un autore può concedere i propri diritti patrimoniali attraverso un contratto di concessione d’uso (licenza), permettendo a terzi di utilizzare l’opera alle condizioni stabilite.
I dati ad accesso aperto (Open Data) sono distribuiti con licenze che garantiscono libertà di accesso, utilizzo, modifica e condivisione, con eventuali restrizioni per attribuire la paternità e limitare usi specifici, come nel caso del diritto d’autore.
La scelta della licenza deve basarsi sul principio “as open as possible, as closed as necessary”.
Se non ci sono problemi legali o economici, è preferibile rendere i dati accessibili a tutti.
È consigliato scegliere licenze permissive che permettano l’uso libero dei dati in qualsiasi formato, per qualsiasi scopo, anche commerciale (es. CC0 1.0, CC BY 4.0 e CC BY-SA 4.0).
Per usare opere o materiali protetti dal diritto d’autore o da diritti connessi, è necessario ottenere il consenso preventivo del titolare dei diritti.
È sempre necessario verificare i termini della licenza d’uso associata alla pubblicazione e/o messa a disposizione di un’opera.
L’autore concede ad una generalità di soggetti indefiniti l’autorizzazione all’uso dell’opera a determinate condizioni, decidendo quali diritti riservare e quali concedere in uso.
I sei schemi di licenza disponibili si articolano sulla combinazione di quattro clausole base che l’autore può scegliere e combinare, esplicando così le modalità d’uso della propria opera da parte degli utilizzatori finali:
